MILANO – Gli sviluppi positivi sul fronte della trattativa commerciale tra Usa e Cina; più tempo ai britannici per risolvere la grana Brexit; dati macro dalla Germania migliori delle attese, dopo l’antipasto amaro degli ordini industriali della vigilia. Una serie di buone notizie arriva sui listini, che si avviano con cautela a chiudere una settimana di ottimismo rafforzato dal dato americano sul mercato del lavoro che con 196mila posti creati supera le attese.

Da Pechino sono partiti chiari segnali sulla volontà di chiudere la partita dei dazi. Il presidente Xi Jinping ha sollecitato perché si faccia “presto” nelle trattative commerciali con gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump, ricevendo alla Casa Bianca il vice premier cinese Liu He, ha detto che l’intesa “è molto vicina”. Lo stesso Liu ha parlato di un “nuovo consenso” tra le due parti. Nelle ultime sedute, i mercati hanno corso molto sulle speranze di intesa e ora – ragionano alcuni addetti ai lavori con Bloomberg- “c’è il rischio che si verifichi un sell-on-the-news”, ovvero che gli investitori vendano i titoli quando finalmente su realizza un evento di per sé positivo per i mercati, ma assai atteso da tempo. Resta poi, ha annotato Ann Miletti di Wells Fargo Asset Management, che “il diavolo sta nei dettagli: quanto sarà realmente buono l’accordo?”.

Milano chiude in lieve rialzo (+0,24%) allineata alle altre. Londra avanza dello 0,61%, Francoforte dello 0,18% e Parigi sale dello 0,23%.  Chiusura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,14% a 26.422,68 punti, il Nasdaq avanza dello 0,59% a 7.938,69 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,46% a 2.892,69 punti

Trump è tornato ad attaccare la Fed: ha rallentato l’economia americana, c’è poca inflazione e dovrebbe tagliare i tassi, ha detto. In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso con il Nikkei in rialzo dello 0,38% e il più ampio Topix si è portato ai massimi da un mese (+0,35%). Giornata a mezzo servizio per l’Asia, con le Borse in Cina e a Hong Kong chiuse. A Seoul si è messa in evidenza Samsung Electronics, dopo che il colosso ha lanciato un profit warning prevedendo, per il primo trimestre di quest’anno, un tonfo degli utili pari a -60% su base annua, a causa della debolezza riscontrata dalle sue divisioni di display e memory.

Come accennato, le altre notizie positive per i mercati sono arrivate dall’Europa. La Germania, reduce da dati negativi, ha visto crescere la produzione industriale tedesca a febbraio dello 0,7% rispetto gennaio ed è scesa dello 0,4% anno su anno, corretta per gli effetti del calendario. I dati sono migliori delle attese degli economisti, che si aspettavano un progresso dello 0,5% rispetto a gennaio e un calo dell’1,4% anno su anno. Si tratta di un piccolo segnale positivo per l’economia tedesca, su cui continuano ad accumularsi dati poco confortanti. Piccolo spiraglio anche dall’Istat, che descrive un’Italia in difficoltà ma con prospettive meno tetre. Aperture infine su Brexit, con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che propone di offrire al Regno Unito un rinvio del divorzio di 12 mesi che sarebbe però “flessibile”, nel senso che consentirebbe a Londra di lasciare prima l’Ue in caso di ratifica dell’accordo da parte del Parlamento britannico. Fattore che ha portato la sterlina a 1,31 contro il dollaro.

Chiusura in lieve calo per l’euro che passa di mano a 1,1213 dollari. La moneta unica viene scambiata a 125,28 nei confronti della divisa nipponica. Dollaro/yen a 111,72. Lo spread tra Btp e Bund decennali termina la giornata in calo sotto 250 punti base sulla piattaforma Bloomberg (247 punti) per un rendimento al 2,47%.

Tra le materie prime, infine, il petrolio risale alla chiusura delle Borse Ue con il Wti in crescita dello 0,7% a 62,5 dollari al barile. L’oro si stabilizza a 1.291 dollari l’oncia.

Fuente: https://www.repubblica.it/economia/2019/04/05/news/borsa_5_aprile_2019-223328996/